Parto in casa: come fare

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parto in casa come fare

Parola all’ostetrica: tutto quello che devi sapere sul parto in casa

di FEDERICA OMETTI

In tante si chiedono come funziona il Parto in casa.
Come ti raccontavo precedentemente proprio a proposito di come partorire in casa, Thomas, il mio secondo bimbo, 4 kg di morbidezza per 54 cm, è nato tra le mura della casa dove sono cresciuta, accolto da mia figlia, mio marito e le tre donne che abbiamo scelto per la sua nascita: due ostetriche e una doula.

Cristina Moxedano Ph.

La nostra è stata una scelta, un percorso di consapevolezza, in una gravidanza fisiologica dal primo giorno. Una scelta assolutamente personale.
Tantissime volte mi è stato chiesto di raccontare la sua nascita, e tantissime volte mi sono state rivolte diverse domande, la prima tra tutte riguardo ai pericoli di un parto in casa.
Per questo ho deciso di intervistare Federica Grassi, una delle due ostetriche scelte per la nascita di Thomas! 

Parola all’ostetrica: Federica Grassi

Come funziona il parto in casa

ostetrica parto in casa

Ciao Federica, presentati!
Ciao, mi chiamo Federica, mamma di Nicolo’ e Giorgia, ostetrica indipendente e consulente sessuale AISPA.
Vivo la nascita con grande rispetto, nei tempi e nelle modalità. Ogni giorno cerco di supportare le donne nel loro cambiamento femminile, nella trasformazione del corpo e nella potenzialità dello stesso anche e soprattutto durante la gravidanza affinché la loro nascita possa essere intima, protetta e felice.


Entriamo subito nel vivo dell’intervista: quando è possibile partorire a casa?

Possono accedere all’assistenza a domicilio tutte le donne che rientrano nella categoria ‘basso rischio ostetrico’ (BRO), cioè tutte le volte in cui mamma e bambino sono in una situazione di fisiologia. 

Pensate che nel giugno del 2018 è uscito un decreto regionale dell’assistenza BRO in cui le donne in gravidanza che rientrano in questa categoria debbano essere seguite dalle ostetriche, sostenendo una maggiore continuità assistenziale (assistenza ostetrica one to one nell’intero percorso).

Rete del percorso nascita fisiologico

Tutte le donne che hanno un basso rischio ostetrico legato alla loro storia personale, legato alla gravidanza o legato al bambino, quindi ad un bambino sano (in assenza di  patologia) possono, se lo desiderano, accedere all’assistenza a domicilio.


Come funziona l’assistenza a domicilio?

parto in casa come fare
MM


Le donne devono essere seguite da due (a volte tre) ostetriche.
Due obbligatorio,  tre se c’è un discorso di tutoraggio o formazione tra ostetriche. 

Le ostetriche devono conoscere la donna già durante la gravidanza, prima della 32esima settimana di gravidanza, così da poter iniziare un percorso insieme alla mamma, un percorso di conoscenza e di continuità assistenziale per poi partire con una reperibilità 24h su 24h dalla 37esima settimana di gravidanza, epoca di gestazione dalla quale è possibile partorire a casa.


Cosa dicono le linee guida? 

QUARTA REVISIONE MAGGIO 2017
Revisione: M. Campiotti, M. Dalle Pezze, L. Forasacco, P. Iop, M. Montani, P. Olivieri, A. Pini Redazione a cura di Marta Campiotti e Maria Dalle Pezze
Approvate dalla Assemblea della Associazione nel maggio 2017 

Ecco le prime righe a cura di Marta Campiotti che trovate proprio all’interno delle Linee Guida come incipit del lavoro:

“LA DONNA DEVE AVERE LA POSSIBILITA’ DI PARTORIRE IN UN LUOGO CHE SENTE SICURO, AL LIVELLO IL PIU’ PERIFERICO POSSIBILE IN CUI SIA POSSIBILE FORNIRE ASSISTENZA APPROPRIATA E SICUREZZA. IN ORDINE TALI LUOGHI POSSONO ESSERE LA CASA, LA CASA MATERNITA’, L’OSPEDALE.
(O.M.S. FRH/MSM/ 96.24)

Puoi approfondire le linee guida in materia di parto in casa.

Quali sono i fattori che nonostante una gravidanza fisiologica possono escludere la possibilità di un parto in casa?
Tra i fattori escludenti: 
grande distanza dall’ospedale a livello di kilometraggio.

La mamma e il bambino , in caso di urgenza devono poter raggiungere la struttura ospedaliera in massimo 30′-40′.  

Parto in casa come fare in caso di emergenza

Chi avvisare e come

Al momento del travaglio deve essere avvisata la struttura ospedaliera più vicina? Una delle domande che mi fanno più spesso è “c’era un’ambulanza fuori casa vero?”
No. Non è d’obbligo avvisare la struttura vicina ma consigliabile:
le ostetriche e la coppia possono andare a parlare con la struttura ospedaliera di riferimento e fare presente che in caso di necessità il trasferimento verrà fatto poi alla struttura stessa

Cosa succede in caso di emergenza?
Le ostetriche hanno dei kit da utilizzare in caso di urgenza per mamma e bimbo, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza.
Nel momento in cui si accede, in continuità assistenziale, al travaglio e al parto a domicilio, le due ostetriche seguono il benessere di mamma e bambino tramite un’osservazione circolare dei pilastri di saluto fisiologia e auscultando il battito cardiaco fetale.
Se dovesse presentarsi un’alterazione della fisiologia e un elemento che, durante il travaglio, esclude la donna dal basso rischio ostetrico (ad esempio un liquido amniotico tinto o febbre) la donna viene trasferita in ospedale, accompagnata dalle ostetriche.
Le ostetriche devono lavorare in scienza e coscienza. 

Cosa ti sentiresti di consigliare ad una mamma  che sta valutando il parto in casa?

E’ una scelta molto personale, qualcosa che la mamma (e la coppia) deve sentire dentro: non è l’ostetrica che consiglia il parto in casa.

E’ una necessità personale, legata al poter partorire in un ambiente intimo e assolutamente personale, che è casa propria. E sentedosi al sicuto.

Parto in casa come fare

Cristina Moxedano Ph.

Cosa succede dopo il parto?
E’ prevista continuità assistenziale da parte delle ostetriche: gravidanza, assistenza al travaglio e naturalmente nel post parto.
Nei giorni successivi alla nascita vengono fatte delle visite seriate, quasi quotidiane, dalle due o tre ostetriche che hanno seguito la donna o la famiglia durante il parto.

Come definiresti il rischio legato ad una nascita in casa?

In una situazione di fisiologia, con un basso rischio ostetrico, la percentuale di rischio è veramente minima.


La nascita (come la vita stessa) è soggetta a un fattore di imprevedibilità, ma lavorare sulle risorse di mamma e bambino e sulla fiducia della salute è sicuramente un fattore importante.
Definirei la nascita in casa come un percorso.

Intervista a Federica Grassi, mamma di Nicolò e Giorgia, ostetrica indipendente e consulente sessuale AISPAPer info: fede_grassi@yahoo.it – 3496400338-Milano –  Monza Brianza – dintorni

Thomas è nato in casa, con un parto dirompente, rispettato, magico.
Te lo raccontavo in un’intervista per Fuori di Mamma.
Per me sono stati fondamentali l’informazione, il supporto della mia famiglia e delle figure che abbiamo scelto per la sua nascita, la fiducia in loro e nelle mie competenze di donna e madre.


Federica mamma di Micol e Thomas, operatrice olistica materno- infantile e consulente al femminile. Puoi conoscermi meglio sul mio sito: www.federicaometti.com

Grazie a Federica Ometti per questa interessante intervista e all’ostetrica Federica Grassi per essersi messa a disposizione.
Di sicuro è una scelta personale da ponderare bene ecco perché, come sempre, è importante informarsi.

Grazie Ragazze

Marika mamma di Lorenzo e Aurora 🙂

2 Comments
  • Alessia

    Rispondi

    Il link per approfondire prima dei motivi escludenti rimanda ad una pagina non trovata.. peccato.

    • Marika

      Grazie mille Alessia per la segnalazione ora sistemo tutto!

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