Una mamma fuori sede si racconta

Guest post di Viviana Cavallaro

 

Mamme fuori sede

Le mamme fuori sede sono mamme, mamme che lavorano, che sorridono, che costruiscono la loro felicità, mattone dopo mattone, giorno dopo giorno, sono mamme che trasportano la loro valigia dei sogni lungo percorsi da scoprire.

Sono mamme spesso sole, che devono fare i conti con nuove città, nuove case, nuove situazioni.

Eppure sono semplicemente mamme che, come tutte del resto, vivono il loro ruolo con amore.

Oggi Viviana ci racconta qualcosa…

CHI SONO

Ciao sono Viviana, ho 34 anni, un marito e 2 figli.

Sono nata e cresciuta in Calabria, a Catanzaro per la precisione, ma da 10 anni vivo in Emilia Romagna, in provincia di Reggio Emilia.

Sono diventata mamma di Sara nel 2010, a 27 anni, e nel 2014 di Gabriele.

Sono state 2 gravidanze diverse, non solo come malesseri ma anche come stati d’animo e consapevolezza della maternità.

Con Sara ho avuto nausea e vomito fino al 3° mese compiuto, poi niente più. Avevo preso i 10 kg “standard”, ma avevo tanta paura di non essere una buona madre e soprattutto mi terrorizzava il parto.

La domanda che mi facevo tutti i giorni era se fossi in grado di spingere al momento giusto per non far soffrire la piccola. Ma soprattutto se avessi sopportato il dolore in maniera dignitosa senza pietismi o urla di disperazione, io che scappavo di fronte ad un ago per un semplice prelievo.

Per fortuna è andato tutto bene, un travaglio ed un parto veloci (meno di 3 ore) e alla fine mi sentivo già pronta per un altro bambino.

Abbiamo aspettato 4 anni prima di dare un fratellino a Sara. Lei da subito ha sentito fosse un fratellino.
Quando le dicevamo che poteva essere una sorellina lei rispondeva “NO, è un fratellino, lo so”.

La gravidanza di Gabriele è stata una nausea ed un vomito continuo fino al 6° mese compiuto, ma c’erano dei cibi che ha continuato a non sopportare anche dopo, come lo spezzatino ai piselli e a volte anche la pizza.

Nonostante il mio appuntamento quotidiano con il water, avevo preso 14 kg.

Ero una palla pronta ad esplodere da un momento all’altro e ancora adesso c’è qualche kg da perdere purtroppo (invece con Sara dopo neanche un mese ero ritornata nei miei jeans taglia 42).

Il suo è stato un parto flash, 50 minuti, a cui mia cognata fuori dalla sala parto non voleva credere. Pensava suo fratello la prendesse in giro quando è uscito a dirle “E’ nato”. Si è convinta solo quando ha visto i suoi occhi riempirsi di lacrime di gioia.

 

COME VIVO DA MAMMA fuori sede

Dal 2010, ogni giorno mi impegno ad essere una brava mamma, momenti di stress e urla a parte

Ci sono momenti in cui mi darei un Oscar per come ho districato una situazione, altre volte mi metterei in punizione da sola per non aver dato il meglio di me.

 

Purtroppo il manuale del genitore perfetto non esiste e tutto quello che faccio con i miei bimbi è frutto di sensazioni, di regole, di sentito dire.

Naturalmente il mio augurio è che i miei figli crescano in salute e soprattutto educati, rispettosi del prossimo, come ho sempre cercato di fargli capire ed insegnare attraverso parole e gesti quotidiani.

Rispetto che io ho imparato anche a mie spese di Mamma fuori sede.

Anzi prima di essere una mamma fuori sede sono stata una studentessa fuori sede. Infatti ho frequentato l’Università in 2 città e anche una Regione diverse dalla mia. La Triennale l’ho frequentata a Cosenza, la Specialistica a Salerno.

In entrambi i casi ho abitato con persone che non conoscevo o che conoscevo poco ed ho imparato cosa significhi confrontarsi con realtà diverse e soprattutto rispettare queste diversità. Sono arrivata a Cosenza che non sapevo cucinare neanche una banale pasta e sugo; ne sono uscita una mezza cuoca!

Ora vivo da mamma fuori sede in Emilia Romagna.

Quando sono venuta ad abitare qui non conoscevo nessuno se non il ragazzo che qualche anno dopo sarebbe diventato mio marito, il papà dei miei figli.

Eh sì perché ho fatto una pazzia: l’ho conosciuto per caso e dopo neanche un anno di rapporto a distanza siamo andati a convivere.

Ho dovuto costruire una nuova rete di amicizie, partendo da amici che non erano i miei, perché all’inizio uscivamo con i suoi colleghi, tutti più grandi di lui e di me.

Poi quando è nata Sara ho iniziato ad avere delle amicizie solo mie, grazie al suo inserimento nel centro giochi della città in cui viviamo.

Da quel momento non mi sono più sentita una Mamma fuori sede, ma semplicemente una mamma.

 

LA MIA VALIGIA DEI SOGNI

Anche se è naturale mi manca la presenza e l’affetto dei miei genitori che sono rimasti in Calabria.

Non lavorando ho la fortuna di poter seguire i miei figli a 360°. Seguo Sara nei compiti, la porto a danza 2 volte a settimana, organizzo merende con le sue amiche, gioco con lei e Gabriele, li seguo nei loro cambiamenti positivi e negativi.

Ma posso dirlo? Sono anche tanto stanca di questa solita routine.

Vorrei avere uno spazio tutto mio, dei momenti solo miei, lavorare e avere uno stipendio per le mie, forse stupide, necessità.

Per questo credo di essere ben lontana dall’ideale di felicità massima.

Sono felice perché ho accanto un uomo che mi sopporta e supporta in tutto, 2 bambini meravigliosi, ma io?

Io non sono del tutto soddisfatta di quello che ho realizzato nella mia vita.

Sembrerà un discorso egoistico, ma ogni tanto bisogna anche pensare a se stessi (leggi anche qui)

Mi manca un lavoro, no quello dei sogni perché non credo esista, ma comunque un lavoro che mi permetta di aiutare mio marito e di togliermi quelle piccole soddisfazioni, senza inficiare le necessità e gli obblighi quotidiani.

 

Cosa sogno per il futuro?

Sogno di avere ancora vicino mio marito, i nostri Terribili, la salute per tutti noi, la voglia di volerci bene e di volerne agli altri e magari un lavoro ben retribuito per me.

 

Se vi è piaciuta la mia storia seguitemi sul mio blog  www.dimensionemammaenonsolo.com

o sulla mia pagina Facebook    Dimensione mamma e non solo

 

ALLA FINE…

Poco dopo Viviana ha trovato un lavoro e continua ad inseguire i suoi sogni!
In bocca al lupo cara Viviana e grazie per il tuo racconto.